Giugno è convenzionalmente il mese dei Pride, le parate dell’orgoglio della comunità lgbtqia+ che celebrano e rievocano i Moti di Stonewall del 28 giugno 1969, considerati il momento di nascita del movimento di liberazione queer negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Ma da qualche anno, in Italia il calendario si è allungato ben oltre i confini di giugno: il Pride è diventato un’onda che attraversa lo Stivale da maggio fino all’autunno, toccando città grandi e piccole, per dare spazio a tutte le identità, evitare sovrapposizioni e rendere visibili le tante voci delle comunità locali.
Nel nostro paese il primo Pride si tenne a Roma nel 1994. Nel 1995 si aggiunse Bologna - che quest'anno festeggia 30 anni dalla nascita - nel 1996 Napoli. Ma la prima vera manifestazione pubblica di orgoglio gay risale addirittura al 1972 a Sanremo, quando un gruppo di attivisti irruppe a un convegno medico sulle terapie riparative, protestando contro le pseudo-cure per l’omosessualità.
Dal 2013, le parate locali sono coordinate sotto il cappello di Onda Pride, una rete che unisce associazioni, attivisti, cittadine e cittadini in un grande sforzo collettivo per affermare diritti, uguaglianza e visibilità e per combattere ogni forma di discriminazione.







