Un po’ come il Quarto Stato, però con la kefiah al collo. Tutti insieme appassionatamente per Gaza, senza perdere di vista i referendum dell’8 e 9 giugno. All’insegna di «una mano lava l’altra, tutto fa brodo», pro Pal in versione quorum. Insomma la stravagante idea di Elly Schlein, Giuseppe Conte e del duo Bonelli e Fratoianni. In quattro e quattr’otto i segretari del Pd, del M5S, e di Avs si sono costruiti la loro manifestazione (si svolgerà a Roma in Piazza San Giovanni il 7 giugno), «gli altri comunque si accoderanno, la linea è questa». Con la stessa sicumera, hanno impedito di allargare la piattaforma come, ad esempio, chiedeva Sinistra per Israele. L’associazione dell’ex deputato dem Emanuele Fiano e di Aurelio Mancuso aveva persino inviato una lettera ai tre leader per suggerire una correzione di rotta. «Una risposta diretta non c’è stata, solo la riaffermazione che la priorità è la mozione votata alla Camera su Gaza dai tre partiti», spiega Aurelio Mancuso coordinatore romano del network. E al Tempo aggiunge: «per noi è indispensabile che ci sia una netta e chiara condanna dei terroristi di Hamas e la richiesta di disarmare l’organizzazione. L’altro punto è un impegno contro ogni forma di antisemitismo».
Renzi-Calenda a due piazze per scippare i riformisti Pd a Schlein
Un po’ come il Quarto Stato, però con la kefiah al collo. Tutti insieme appassionatamente per Gaza, senza perdere di vista i referendum d...






