Accelerazione in casa Dem per cementare la coalizione in vista delle politiche.
Elly Schlein riunisce la segreteria che delinea il percorso di ascolto per il contributo del Pd al programma del centrosinistra. E un cantiere analogo - battezzato Nova 2.0 - è aperto anche dentro al M5S, dove però non sfumano i dubbi sulla prospettiva di un 'campo extra-large'. A tornarci è il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, che ribadisce il 'no' all'ipotesi del leader di Italia Viva Matteo Renzi in coalizione. "Non condividiamo la linea politica, non ci si può fidare e ce lo ha dimostrato", spiega. "Se dovessimo andare con Renzi sono più i voti che si perdono di quelli che si guadagnano", incalza. Parole - quelle del pentastellato ospite a 'Un giorno da pecora' - che non passano inosservate. Il senatore di Iv Enrico Borghi passa al contrattacco: "Ricciardi vorrebbe altri 5 anni di governo Meloni: perché questo succede se si mettono veti su Italia Viva.
Non si fa un dispetto a Renzi ma un regalo alla destra". E anche i riformisti dem non lasciano correre. "Potrei dire che non mi fido di Ricciardi, diciamo che era a 'Un giorno da pecora' e prendiamola con ironia", afferma la deputata Marianna Madia.






