La voce è apparsa ancora un po' affaticata.
Ma, di ritorno alla Camera dopo un intervento chirurgico per una neoplasia risultata benigna, il presidente del M5s Giuseppe Conte ha fatto capire di essere già pronto per l'agone. La battaglia politica con la maggioranza è in corso, quella per la leadership del centrosinistra entrerà nel vivo a settembre. "A giugno inoltrato - ha spiegato - saremo in condizione di portare quelle che sono le sensibilità del popolo M5s" per il programma di coalizione.
Quindi, "verosimilmente" dopo l'estate arriverà il momento di aprire il tavolo progressista. Lì comincerà il confronto vero fra le forze della coalizione: Pd, M5s e Avs di sicuro. E poi magari Iv e Più Europa. Per la scelta del leader, Conte punta alle primarie, ma ha allentato un po' il pressing: "Ho sempre detto: prima un programma condiviso, e poi ci porremmo i problemi successivi, altrimenti qualsiasi ipotesi andiamo a fare ora rischia di essere divisiva".
E se rimanesse il Rosatellum? Cioè, se non fosse necessario indicare il candidato premier prima delle urne? "Vedremo", ha risposto Conte, evitando così di dire se il M5s sarebbe favorevole ad affidare la leadership al partito più votato. Sul fronte primarie, Elly Schlein ha incassato un sostegno interno non del tutto scontato: quello del senatore Pd Graziano Delrio, fra i più critici con la segretaria. "Lei è la più autorevole, senza voler togliere nulla a Conte - ha detto Delrio - Se ci fossero le primarie? Ora voterei sicuramente Schlein".









