Il maltrattamento e l’uccisione senza motivo di animali diventano reati puniti, nei casi più gravi, anche con il carcere, quello vero. Il Senato, dopo che la Camera lo aveva fatto lo scorso novembre, ha approvato la proposta di legge Brambilla che inasprisce le pene per i responsabili di azioni violente contro quelli che l’ordinamento riconosce ora come «esseri senzienti», in grado di provare emozioni e dolore. Un concetto ribadito anche nel cambio della denominazione del titolo del codice penale che raccoglie questi reati, che passa da «Dei delitti contro il sentimento dell’uomo verso gli animali», che sostanzialmente tutelava ancora una volta le persone, dando valore alla loro pietas e compassione, a «Dei delitti contro gli animali», riconoscendo di fatto ad essi lo status di soggetto e non più solo di oggetto del diritto.
Carcere per chi maltratta gli animali, ora è legge. Aumentate tutte le pene e le sanzioni
Via libera anche dal Senato. Mano pesante contro violenze e sadismo, combattimenti clandestini e uccisione di animali altrui. Brambilla: «Svolta epocale attesa da , ora più giustizia per gli esseri più indifesi»












