Nell'Aula di Palazzo Madama passa, con il voto per alzata di mano, il provvedimento che prevede l'inasprimento delle pene per i reati contro gli animali. Il disegno di legge diventa così definitivo visto che era già stato approvato alla Camera lo scorso novembre e non ha subito modifiche al Senato.

Il testo, composto di 15 articoli, si inserisce nel solco della riforma dell'articolo 9 della Costituzione, che ha riconosciuto agli animali uno specifico valore giuridico, stabilendo l'obbligo per lo Stato di tutelarne il benessere. Con la nuova normativa si mira di fatto a rafforzare le norme sui reati legati ai maltrattamenti e agli abusi sugli animali.

Ddl reati animali è legge. Gli attivisti: “Finalmente, ma le pene potevano essere più severe”

Tra le modifiche che si introducono ai Codici Penale e di Procedura Penale c'è quella che specifica come l'obiettivo sia quello di "tutelare direttamente gli animali", dunque come esseri senzienti, e non più il "sentimento per gli animali" da parte degli esseri umani.

Gli animali, in questo modo, è stato sottolineato in Aula da quasi tutti gli esponenti della maggioranza, vengono così messi "al centro delle tutele giuridiche, riconoscendo i loro diritti in modo indipendente dal nostro modo di percepirli”. Si tratta di un cambio di paradigma culturale e giuridico, che si riflette in una serie di inasprimenti delle pene per i reati contro di loro.