Parole e postura, decisioniste e coraggiose. Comunicazione forte e spericolata per una Germania e il suo nuovo cancelliere scaraventati all’improvviso in un mondo svuotato di certezze quasi secolari, costretti ad affrontarlo senza più solidi punti di riferimento.
Tutto da ricostruire: modello di sviluppo tedesco ed europeo, geopolitica della sicurezza continentale, difesa più autonoma e sovrana, l’Europa stessa, ultimo bastione ancora in piedi di un ordine distrutto dai suoi originari costruttori. Impresa titanica per Friederich Merz, i suoi partner e compagni di strada.
La Germania era abituata a navigare in Europa e nel mondo bordeggiando tra Scilla e Cariddi, tra l’atlantismo di ferro scolpito nel suo Dna postbellico insieme al Deutsche Mark (poi ceduto all’euro) e un rapporto vischioso con Urss e Russia, il colosso ai confini, l’antico richiamo verso le pianure dell’Est, i Cavalieri Teutonici, ansie di conquiste e paure sterilizzate dentro...






