“Non credo che dovremmo adattarci a coloro che non vogliono rispettare quanto concordato da tutti i leader nel Consiglio europeo”. Lo afferma la premier lettone Evika Silina entrando al Consiglio europeo in corso a Bruxelles, nel corso del quale i leader discuteranno del veto ungherese sull’erogazione del presito da 90 miliardi di euro che avevano concordato al vertice di dicembre. Tutti noi stiamo aspettando” le elezioni ungheresi di aprile, aggiunge in seguito, “e ora la campagna di Viktor Orban è contro l’Europa, contro l’Ucraina, e non so come andrà avanti. Ma non credo che possa rompere la promessa che ha fatto a tutti noi. Quindi attendo con ansia l’adempimento di quanto abbiamo deciso a dicembre”.

Il tema, sottolinea Silina, è evitare di avvantaggiare la Russia, che trae beneficio dalla situazione geopolitica attuale e dalla mancata imposizione di nuove sanzioni Ue. “Questo non aiuta affatto l’Europa perché così potremmo diventare più dipendenti dalla Russia, dal gas russo, dal petrolio russo”, avverte la premier lettone, sottolineando che è in corso una discussione “molto seria” sui prezzi dell’energia. “Capisco che la situazione con l’oleodotto Druzhba sarà all’ordine del giorno, ma non credo che ci sia un solo modo per risolverla”, aggiunge, riferendosi al condotto che trasporta petrolio russo verso l’Europa e che l’Ungheria insiste l’Ucraina debba riparare. “Per molti anni anche la Lettonia ha sperimentato come la Russia abbia cercato di minacciarci o promuovere gas più economico, ma ci siamo scollegati dal cordone ombelicale russo già nel 2022. È stato difficile ma ce l’abbiamo fatta e ora, anche con l’aiuto dell’Europa, siamo liberi anche dalle reti energetiche russe. Quindi è fattibile. Richiede solo decisioni politiche davvero coraggiose e un duro lavoro di gestione, insieme a tutti i leader europei, per non dipendere dalla Russia. Perciò non sto prendendo in considerazione l’idea di tornare a lavorare con la Russia. Abbiamo davvero bisogno di maggiore autosufficienza in Europa”, conclude Silina.