Un investimento sostenibile in grado di offrire più salute
Roma, 29 mag. (askanews) – Come garantire l’equità di accesso alle tecnologie innovative per il monitoraggio del diabete? Quali sono le azioni concrete da mettere in campo, a livello nazionale e regionale? Queste alcune delle domande a cui si è provato a dare risposta in un incontro organizzato a Roma da Motore Sanità. In Italia almeno 700 mila persone sono in trattamento insulinico, ma l’utilizzo dei sensori (integrati o meno a microinfusore) è inferiore al 50 per cento dei pazienti in quasi tutte le regioni. Lombardia, Sicilia e Sardegna sono tra quelle con maggior utilizzo della tecnologia. Al contrario di Campania, Calabria e Puglia.
Lelio Morviducci, consigliere nazionale Associazione medici diabetologi, spiega: “Credo che il nostro sistema sanitario nazionale sia stato organizzato per quello che erano patologie che si svolgevano in un periodo di tempo. Attualmente le cose sono cambiate, grazie al’innovazione, alle tecnologie, grazie ai farmaci nuovi. Quindi molte patologie oncologiche, il diabete, lo scompenso cardiaco, sono patologie cui noi facciamo fronte tutti i giorni con i pazienti. Dall’insorgenza della malattia sino a fine vita, quindi per decine di anni molte volte. Un coordinamento nazionale deve presiedere tutte le regioni e quindi evitare che ci siano delle frammentazioni”.






