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Martedì le prime operazioni di distribuzione del cibo della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), la criticata ong voluta da Israele per controllare la distribuzione del cibo ai palestinesi nella Striscia di Gaza, sono andate molto male. Migliaia di persone palestinesi si sono presentate all’unico punto di distribuzione aperto, nella periferia di Rafah, la cui organizzazione in poco tempo è stata sopraffatta dalla gran quantità di persone.

Secondo diverse testimonianze e alcuni video circolati online, le persone erano in coda in attesa di ricevere le scatole contenenti il cibo (la cui entrata nella Striscia era stata bloccata da Israele per quasi tre mesi) quando la situazione è degenerata. Il sistema di distribuzione usato nel centro prevede che le persone palestinesi si mettano in fila attraverso recinzioni circondate da filo spinato, siano identificate dal personale di Ghf per verificare che non si tratti di persone legate a Hamas, e poi ricevano un pacco di cibo. Ma martedì la calca era così tanta che nel pomeriggio le recinzioni sono state divelte, e le persone hanno inizato a muoversi tutte assieme verso le scorte.

Ghf, in un comunicato pubblicato successivamente, ha detto che a un certo punto «il volume di persone [nel centro di distribuzione] era tale che il team di Ghf si è ritirato per consentire a un piccolo numero di palestinesi di Gaza di prendere gli aiuti in sicurezza e andarsene».