Il risoluto aut aut di Nanni Moretti, l’invettiva del direttore di Repubblica Mario Orfeo, i conciliaboli di Elly Schlein con i suoi alleati. Insomma la gauche ha una nuova meta: marciare per Gaza. Al diavolo la diplomazia mondiale che sta facendo pressioni sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, in fondo se non ci riescono loro, ci possono provare i militanti pro Pal. O il regista romano di Caro Diario. Dalle frenetiche consultazioni in atto da domenica scorsa intanto esce la data: sabato 7 giugno a Roma. I classici due piccioni con una fava: il corteo per il Medio Oriente convocato proprio il giorno prima del voto sui 5 referendum, voluti dalla Cgil e dal campo largo. All’insegna del "tutto fa brodo", va bene la preoccupazione per la Palestina, «vediamo almeno di sfruttarla per alzare la partecipazione». Un po’ come se anche l’ostico quorum da superare l’8 e 9 giugno fosse materia voluta dal primo ministro israeliano.