«Grandeee, mo preparate, te mettemo sulla fresa (la fresatrice, ndr) e te famo fa’ il giro dello stadio Olimpico». È il 18 dicembre 2023 e Mirko Pellegrini ha appena appreso, al telefono col diretto interessato, della promozione di Fabio Cicinelli a responsabile unico di alcuni lavori in cui sono coinvolte imprese del suo gruppo. La conversazione, intercettata dai finanzieri del Comando provinciale, viene riportata nell’ordinanza con cui il gip ha disposto due giorni fa l’arresto di Pellegrini (e altre quattro persone) per sottolineare quanto addentrato fosse il 47enne negli uffici capitolini, dove — secondo l’accusa versava tangenti in cambio di lavori stradali e mancati controlli sugli stessi. La felicità di Pellegrini viene ben spiegata dal seguito della telefonata, in cui Cicinelli chiede a Pellegrini specifiche tecniche sul cantiere pur non avendo formalmente l’imprenditore alcun legame con la società appaltatrice, una delle tante che gestiva dietro prestanome. E, come sintetizza proprio Cicinelli a Pellegrini: «Una mano lava l’altra e tutte e due lavano la faccia».
Strade e tangenti, «ecco come pilotavano gli appalti». Pellegrini: «Il dipendente del Comune vuole magnà...»
Le intercettazioni nell'inchiesta che ha portato in carcere l'imprenditore Mirko Pellegrini e altre quattro persone e che vede coinvolti tecnici e funzionari incaricati dei cantieri per il rifacimento delle strade






