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3 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:20
Ci sono anche un decennio di presunti finanziamenti illeciti erogati nei confronti del Partito Democratico del Lazio tra le accuse contestate a Mirko Pellegrini, ormai noto come “Mister Asfalto”. L’imprenditore è indagato dalla Procura di Roma per presunti episodi di corruzione, turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture per decine di appalti stradali, alcuni relativi ad opere legate al Giubileo 2025. Oggi i pm capitolini hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Pellegrini e di altre 19 persone. Formalmente imputate anche le 16 società di costruzione e manutenzione stradale riconducibili all’imprenditore.
Interrogato dai pm nei mesi scorsi, Pellegrini ha ammesso di aver finanziato dal 2013 al 2023 l’ex senatore del Pd – a lungo segretario regionale – Bruno Astorre, deceduto nel 2023 dopo essersi tolto la vita lanciandosi dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Madama (vicenda in alcun modo collegata con l’inchiesta). Proprio per questo motivo Astorre non ha mai avuto la possibilità di difendersi o comunque di smentire le affermazioni di Pellegrini. Non solo. A verbale l’imprenditore ha anche confessato ai pm di aver cercato di ricollocarsi politicamente dopo la morte di Astorre. “Avevo saputo – dice a verbale Pellegrini il 12 giugno 2025 – che a Roma contavano e contano due personaggi: Goffredo Bettini e Claudio Mancini del Pd (entrambi estranei all’inchiesta, ndr)” ma si mise a cercare il secondo, punto di riferimento politico del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, “poiché non avevo la forza di poter raggiungere un contatto con Bettini”. Mancini, che l’imprenditore incontrò due volte – la prima durante un pranzo al quale erano presenti altre persone e la seconda per caso in un bar del centro – ha smentito “ogni tipo di rapporto” con Mister Asfalto.







