Mercato europeo dell’auto? Fermo al palo: ad aprile le immatricolazioni sono state 1.077.186, con un calo dello 0,3% su aprile 2024. Nel primo quadrimestre dell’anno, invece, le immatricolazioni sono state 4.459.087, con un calo dello 0,4% rispetto al medesimo periodo del 2024. Numeri ancora più pesanti se paragonati al 2019, ultimo anno prima della pandemia e della guerra in Ucraina: rispetto ai primi quattro mesi di quell’anno il calo del primo quadrimestre 2025 è di ben il 18,8%.

Le ragioni del forte picchiata delle vendite, oltre a quelle sopracitate, sono da attribuire anche a una transizione energetica mal programmata, che ha indotto molti automobilisti a rinviare l’acquisto di una nuova auto per le perplessità legate alla transizione stessa e, soprattutto, ai forti aumenti dei prezzi di listino. «Diverse sono le conseguenze di questa situazione e tra queste va segnalato il fatto che molti automobilisti proprietari di auto che in tempi normali sarebbero state sostituite rinviano la sostituzione o sostituiscono la propria auto non con una auto nuova, ma con un’auto usata di più recente immatricolazione di quella che possiedono», spiega Centro Studi Promotor: «Questa situazione ha fatto sì che rimanessero in esercizio anche auto usate che in tempi normali sarebbero state rottamate con tutto quello che di negativo ne consegue per la sicurezza della circolazione e per l’inquinamento ambientale».