Da qualche parte nel mondo esiste una borsa modello 11.12 di Chanel di cui ho intrecciato la catena a tracolla. Esclusivamente due maglie, sia chiaro, in cui ho fatto passare la sottile striscia di pelle nera che la distingue. È accaduto sotto lo sguardo vigile e le mani abili di Sylvie, 38 anni di esperienza («appassionata, orgogliosa») nella manifattura dove nascono i sogni, a Verneuil-en-Halatte, 60 chilometri a nord di Parigi, dove mi trovo in questo momento. La fase della tracolla è l’ultima delle 180 operazioni eseguite da 30 artigiani per creare questa borsa:60 mani si passano il testimone, valutano, tagliano, imprimono lettere, rivoltano e scolpiscono questo modello - creato nel 1983 da Karl Lagerfeld - che come la più classica dei classici (la borsa2.55 creata da Mademoiselle) è realizzato esclusivamente in Francia, qui e negli Ateliers de May a L’Ormeau, Aulnay, a un’ora da La Rochelle.

La 11.12 nasce negli anni Ottanta per rinfrescare e rivedere il modello creato da Coco Chanel come oggetto del desiderio (a Yerneuil-en-Halatte ce n’è una originale del 1950, ma solo gli autorizzati la possono toccare, e indossando i guanti). La forma è rettangolare, la pelle di agnello, un materiale usato fino a quel momento solo per i guanti (scelto proprio per la mano delicatissima, da sfiorare), 6 tasche interne, di cui una segreta dove custodire lettere d’amore e una tubolare, per il rossetto (il sogno ha risvolti pratici, molto femminili). All’esterno, una tasca a forma di sorriso e, per aver libere le mani, una tracolla-gioiello. Karl Lagerfeld rivede il modello con pochi tocchi: la striscia di pelle intrecciata alla catena, la fibbia con la doppia C dorata. Da quel momento, le mutazioni stagionali della 11.12, all’interno dei codici appena citati, sono moltissime e potenzialmente infinite («Possiamo fare tutto», dicono dal settore design & sviluppo): finiture argento, tota! black, tweed, denim, pelle.