Pato ha la stessa allegria di quando, ancora minorenne, sbarcò a Milanello nel 2007. Un predestinato, ma non è riuscito a dimostrarlo. L’allegria, però, è rimasta la stessa, come ha raccontato lui stesso nell’intervista rilasciata alla «Gazzetta dello Sport»: «È merito della fede. Tutto quello che succede dipende da Dio, che mi ha fatto superare gli infortuni, mi ha fatto maturare come uomo e realizzare i miei sogni. A 12 anni passai con la mia famiglia davanti a un palazzo bellissimo e dissi ai miei genitori che un giorno saremmo andati a vivere lì. E sei anni dopo comprai l’appartamento. Noi pensiamo di decidere, ma è sempre la sua volontà. Con mia moglie Rebeca abbiamo provato a lungo ad avere un figlio, alcune gravidanze purtroppo si sono interrotte, non abbiamo smesso di sperare e di pregare e poi è arrivato Benjamin. Ecco perché non ho rimpianti, nemmeno l’esclusione dal Mondiale 2010 che pensavo di meritare, e prendo con serenità ogni momento della vita. In passato si è detto che fossi depresso, che facessi uso di alcool: tutte sciocchezze. La fede mi ha sempre fatto stare bene», ha raccontato l’ex attaccante rossonero.