Perché il Bosone di Higgs, una delle più importanti scoperte degli ultimi decenni, è stata definita la particella "maledetta" dagli scienziati ed è passata alla storia invece come la Particella di Dio? E quali sono le relazioni con la scienza italiana, a partire dai due premi Nobel per la Fisica Enrico Fermi e Carlo Rubbia? Ecco il racconto straordinario di chi a quella scoperta ha partecipato, il fisico Guido Tonelli che in parallelo a Fabiola Gianotti ha guidato uno dei due esperimenti principali che al Cern hanno permesso di dimostrare ciò che negli anni Sessanta era stato intuito, passeggiando per le colline scozzesi, dal fisico Peter Higgs e che ha poi portato al Premio Nobel. La Particella di Dio - definizione che a Higgs, ateo, scomparso nel 2024, non era mai piaciuta - è stata chiamata così perché spiega l'esistenza stessa della materia. Ma perché allora è anche maledetta? Proprio perché non si fece trovare per mezzo secolo. Fino al famoso annuncio al Cern del 2012 ricordato da Tonelli stesso. «Abbiamo avuto la fortuna nel luglio del 2012 di vederli in sala, fra l'altro Peter Higgs aveva gli occhi lucidi e anche François Englert: forse in quel momento hanno rivisto tutta la loro esistenza e tutte le traversie che hanno attraversato, la perdita di amici. I dolori di un'esistenza che si sono in qualche modo concentrati in quell'attimo di grandissime emozioni. È scattato un applauso fragoroso, tutti in piedi, ed è uno dei momenti più emozionanti dell'annuncio».
Ecco come il Bosone di Higgs passò da scoperta «dannata» a Particella di Dio. Guido Tonelli nel podcast «Geni Invisibili»
A un anno dalla scomparsa di Peter Higgs, il premio Nobel che intuì passeggiando in collina l'origine della materia, cerchiamo di capirne la relazione con la scienza italiana, a partire da Fermi e Rubbia






