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18 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:13 del 18 Luglio
Siamo un passo più vicini a comprendere come l’Universo abbia evitato un’apocalisse di antimateria. Gli scienziati del CERN hanno infatti scoperto indizi interessanti di una differenza fondamentale nel modo in cui la fisica gestisce materia e antimateria. Gli esperimenti condotti al Large Hadron Collider (LHC) hanno verificato un’asimmetria tra materia e antimateria di una particella chiamata barione. Noto come violazione di carica-parità (CP), l’effetto è stato precedentemente rilevato solo in un’altra classe di particelle, i mesoni. Ma le prove sperimentali nei barioni, che costituiscono la maggior parte della materia dell’Universo, sono qualcosa che i fisici cercano da tempo e che ora hanno finalmente trovato in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.
“Ciò dimostra che le sottili differenze tra materia e antimateria esistono in una gamma più ampia di particelle, il che indica che le leggi fondamentali della fisica trattano i barioni e gli antibarioni in modo diverso”, spiega Xueting Yang, fisico del CERN e primo autore dello studio. “L’asimmetria materia-antimateria nell’Universo richiede la violazione di CP nei barioni, per cui la scoperta rappresenta un passo fondamentale in avanti nel verificare quanto sia completa la nostra teoria attuale e nell’esplorare se nuova fisica potrebbe nascondersi in luoghi che non abbiamo osservato abbastanza attentamente in precedenza”, aggiunge. Per arrivare a questa scoperta, il team ha analizzato circa 80.000 eventi di decadimento di particelle nei dati raccolti presso l’LHC tra il 2011 e il 2018. Concentrandosi sulle particelle chiamate barioni lambda-beauty (Λb) e sulle loro controparti di antimateria, i ricercatori hanno cercato qualsiasi traccia di una differenza nel modo in cui decadevano.






