Lo spagnolo Carlos Verona mette il sigillo alla quindicesima tappa del Giro d'Italia con arrivo ad Asiago.

L'iberico della Lidl Trek se ne va dopo l'ascesa del Grappa, resiste tutto solo ai compagni d'avventura e, finalmente, dopo ben 16 partecipazioni ai grandi Giri conquista la sua prima vittoria.

Giocando con il suo cognome verrebbe da dire quasi sulle strade di casa. Una frazione tosta, di un Giro bellissimo. E che finora, purtroppo, mette all'angolo il ciclismo italiano. Nessuna vittoria italiana e con l'abbandono di Giulio Ciccone, capitano di quella Lidl Trek che festeggia ad Asiago, e lo scivolamento in classifica di Antonio Tiberi il colore azzurro è sbiadito più che mai.

Nella giornata che chiude la seconda settimana del Giro d'Italia si scrive già una possibile sentenza. Difficilmente Primoz Roglic riuscirà a rivincere la corsa in rosa. Sulle strade della montagna veneta lo sloveno alza bandiera bianca di fronte alla "garra" latinoamericana. Il messicano Isaac Del Toro palesa una condizione super e sotto le accelerazioni prima del colombiano Bernal, poi dell'ecuadoregno Carapaz, vincitori del Giro rispettivamente nel 2021 e nel 2019, il capitano della Bora Hansgrohe RB va alla deriva sui saliscendi che portano ad Asiago. Roglic stringe i denti sulla prima salita dove il gruppo lascia andare la fuga ma poi nel finale la Ineos Grenadier di Bernal mette alla frusta i pretendenti al successo finale. Ma è sulla seconda ascesa di giornata che si scrive la storia della tappa e la resa di Roglic, che alla fine accusa un ritardo di 1'30" e ora è decimo in classifica generale a 3'53" da Del Toro.