ASIAGO – Una giornata di puro ciclismo, di grande battaglia, con un grande sconfitto, Primoz Roglic, e un “sopravvissuto”, Antonio Tiberi, bravissimo nel tenere con i denti il ritmo dei migliori. La vittoria grazie alla fuga di Carlos Verona, dedicata al compagno di squadra alla Lidl-Trek Giulio Ciccone (“non volevo farlo per me stesso, ma per la squadra, sapendo quanto Giulio avesse lavorato per questa corsa"), è solo una delle mille cose accadute tra Fiume Veneto e Asiago, con il Monte Grappa nel mezzo a fare da spartiacque. Roglic ha perso 1’30” staccandosi sulla salita di Primolano, luogo di memorie coppiane, fatale probabilmente per le velleità di classifica dello sloveno, il primo favorito al via dall’Albania. Ora Roglic in classifica è 10° a 3’53”. Più su è un Giro molto sudamericano: Bernal e Carapaz sono stati gli unici a tentare di mandare in crisi un Del Toro solidissimo. Tiberi ha fatto fatica nella prima parte, poi è cresciuto e ha tenuto molto bene in un finale nervoso, a denti stretti, con grande determinazione. Mentre ha faticato Ayuso. Classifica intatta nelle prime nove posizioni: Del Toro va al riposo con 1’20” su Simon Yates, 1’26” su Ayuso, 2’07” su Carapaz. Caruso è 6° a 2’55”, 7 secondi meglio di Tiberi: “In partenza ho avuto un po’ di dolori dopo la caduta di Gorizia. Facevo fatica a tenere le ruote del gruppo. Poi sono cresciuto e la squadra ha fatto un grande lavoro per riportarmi sotto. Una volta in gruppo ho trovato il ritmo, sul Grappa ho avvertito che il fisico reagiva. Nelle fasi più importanti ho stretto i denti e anche grazie a Bilbao e Caruso sono rimasto con i migliori”. Del Toro resta solidissimo, anche dal punto di vista mentale: “La settimana in maglia rosa è stata nervosa, ma come squadra stiamo andando molto bene, sono felice di essere qui. Non è mai facile, ma sono sempre lì e sono felice di saper stare con quelli più forti di questo Giro. L’ultima settimana? Inizierò a studiarla domani. Un passo alla volta. Mi piacerebbe davvero portare la maglia a Roma”.