Al Giro è il giorno di Kasper Asgreen, il danese che quattro anni fa vinse il giro delle Fiandre, quindi non certo una corsa qualunque, e che oggi si è imposto nella 14/a tappa della corsa rosa, quella con lo sconfinamento in Slovenia, piazzando l'azione decisiva a 6 chilometri al traguardo, quando ha staccato i due compagni di fuga, Mirco Maestri e Martin Marcellusi, poi ripresi dal primo gruppo degli inseguitori, e andando a vincerte a braccia alzate con 16" di vantaggio sull'australiano Kaden Groves, velocista che si è piazzato davanti a tutti nello sprint per il secondo posto.

Ma va detto che il successo di Asgreen, seppur meritato, passa in secondo piano in una giornata che può aver deciso il Giro nel modo peggiore per i colori italiani, a causa di una caduta a 22 km dall'arrivo condiviso tra Slovenia e Italia.

Infatti una scivolata ha portato a terra mezzo gruppo e sono rimasti coinvolti praticamente tutti i big della classifica, compresa la maglia rosa Isaac Del Toro. Il messicano però è però il più veloce ad alzarsi e ripartire. Non così tanti altri, e alla fine Ayuso, Bernal e Roglic hanno perso 48" da Del Toro. Ancora più indietro Antonio Tiberi, che ha lascia sulla strada 1'44" e ha perso il terzo posto in classifica generale. Peggio ancora Giulio Ciccone, lontanissimo dai primi con 16 minuti di ritardo, e molto giù di morale, per non dire in lacrime, dopo aver tagliato il traguardo visto che il suo è stato un autentico calvario. Così ora Del Toro è in maglia rosa con 1'20" su Simon Yates, 1'26" su Ayuso e 2'07" su Carapaz. Tiberi è ottavo a 3'02" dal messicano. Tutto ciò a dimostrazione che una tappa apparentemente di trasferimento, o poco più, può invece creare molti danni e stravolgere la classifica.