Si dice che la distanza aiuti a ridimensionare i problemi, ma non è sempre così. C’è un problema - un problema grossissimo - che da lontano appare ancora più grave ed è il cambiamento climatico.

A fotografarlo - in senso letterale - è stato Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea (Esa), intervenuto al Festival dell’economia di Trento per parlare di «Spazio e cambiamento climatico», mostrando al pubblico alcune immagini da lui scattate dall’alto (da molto in alto).

Il cambiamento climatico fotografato dallo Spazio

«Il cambiamento climatico è un processo, quindi dallo Spazio non riusciamo a vederlo in modo puntuale, ma riusciamo a documentarne gli effetti nel tempo», spiega l’astronauta, che è stato per la prima volta nello Spazio (primo italiano a effettuare un’attività extraveicolare) nel 2013, quando ancora questo problema non aveva assunto i contorni di urgenza che ha oggi, ed è tornato sei anni dopo, quando invece la situazione era rapidamente precipitata.

«In particolare, ricordo il mio turbamento quando abbiamo attraversato la foresta Amazzonica nel 2019 - racconta -. Nel 2013 sorvolare quell’area della Terra significava volare per circa 6 minuti sopra un tappeto verde ininterrotto, che dava un grandissimo senso di serenità. A distanza di soli sei anni, quel tappeto era ridotto a una serie di chiazze rubate alla foresta per creare aree agricole in cui allevare animali per soddisfare l’elevatissima domanda di carne bovina». Parmitano precisa che la sua non è una critica alle popolazioni locali, che cercano di creare le condizioni per una vita migliore per se stessi, ma al sistema della distribuzione iniqua della ricchezza e dei consumi.