Il cambiamento climatico è una delle grandi sfide del nostro tempo, un fenomeno complesso che tocca più aspetti della contemporaneità: Attualità, Clima, Fisica, Futuro, Società.
Sono solo alcune delle parole-chiave con le quali ci confrontiamo, e con le quali sempre più dovremo relazionarci nei prossimi anni. Da questi presupposti di analisi e dettaglio parte il nuovo libro di Antonello Pasini “La sfida climatica”, con l’evidente sottotiolo “Dalla scienza alla politica: ragioni per il cambiamento” (Codice edizioni, Euro 18,00).
Nel suo saggio Pasini – fisico climatologo del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, docente di fisica del clima all’Università Roma Tre - traccia un vasto percorso: dall’analisi scientifica del problema approfondisce le implicazioni filosofiche e culturali, fino a occuparsi delle “resistenze” politiche e sociali all’azione climatica (negazionismi e negazionisti). Ciò che è inconfutabile, però, con tanto di grafici a corredo, è che negli ultimi 50-60 anni siamo di fronte a un cambiamento climatico senza precedenti. Scrive Pasini: “In primo luogo, per la rapidità dell’aumento medio globale della temperatura, che oggi si attesta a 1 °C negli ultimi 50 anni”. E specifica: “In precedenza, nei periodi di aumento dalle epoche glaciali ai periodi caldi, si aveva un incremento di circa 1 °C in mille anni, cioè un tasso di aumento 20 volte inferiore. In secondo luogo, altri riscaldamenti abbastanza rapidi si sono avuti in singole regioni del globo, come il periodo caldo in Europa durante l’Impero Romano, ma mai si era avuto un aumento ubiquitario e sincrono come quello degli ultimi decenni, che infatti interessa tutto il mondo e avviene nello stesso momento. Mentre i riscaldamenti regionali si possono imputare a una variabilità naturale interna del clima, questo recente no. Ci deve essere una causa esterna che “forza” il sistema a cambiare tutto insieme nello spazio e nel tempo, e noi oggi sappiamo di cosa si tratta: le nostre emissioni di gas serra come l’anidride carbonica, soprattutto da combustioni fossili”.






