Oltre mille enti locali italiani hanno già affidato la gestione dei dati al servizio cloud di 21 società in house regionali. Possono contare su 26 data center dislocati su tutto il territorio nazionale e hanno una superficie complessiva di 12mila metri quadri e una potenza di 1.250 Kw. Sono raggruppate in Assinter, l’Associazione delle società per l’innovazione tecnologica nelle regioni fondata nel 2008, che ora propone una «federazione» complementare o da affiancare al Polo strategico nazionale, la società controllata da Tim, Leonardo, Cdp e Sogei che gestisce il passaggio delle Pubbliche amministrazioni verso un cloud sovrano.

L’iniziativa è stata presentata in Commissione trasporti della Camera, con le audizioni sui centri elaborazione dati. Si inserisce in un mercato tumultuoso, che in Italia - secondo il Politecnico di Milano - ha raggiunto il valore stimato di 6,8 miliardi di euro nel 2024. Ma c’è ancora molto da fare. Al Sole 24 Ore Pietro Pacini, presidente di Assinter, spiega che «l’evoluzione del modello cloud per la Pubblica amministrazione è oggi una necessità strategica. Per questo motivo Assinter propone un approccio federato, che permetta di affiancare al Polo strategico nazionale una rete di data center pubblici certificati, gestiti dalle in house regionali, capaci di garantire sicurezza, sovranità dei dati e interoperabilità».