Le affermazioni con le quali il ministro degli Esteri russo ha iscritto ieri nella categoria delle fantasie l’ipotesi del Vaticano come sede di negoziati per la pace tra Russia e Ucraina si configurano adesso come un rifiuto irreversibile, eppure l’idea ha dominato per giorni canali diplomatici e informazione. «Molte persone stanno fantasticando», ha detto Sergej Lavrov. Stretto tra la promessa ripetuta in campagna elettorale che a portare pace avrebbe impiegato 24 ore e la ritrosia di Vladimir Putin, dilatoria verso i negoziati, era stato Donald Trump a far circolare l’ipotesi di rendere il Vaticano sede di trattative al momento senza agenda e senza dimora.
La spinta americana per la Santa Sede. Così è nata l'illusione della trattativa
Anche Zelensky tra i promotori. Dal Vaticano non erano arrivate né smentite né rilanci













