Un secondo round di colloqui fra Russia e Ucraina si terrà certamente, ha anticipato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. “Si, siamo tutti favorevoli a colloqui, si, ci sarà un secondo round. Gli ucraini lo hanno confermato. E’ uno sviluppo positivo in sé”, ha aggiunto. “E’ in corso il lavoro su un memorandum (chiesto dalla Russia, ndr). Non posso dire dell’Ucraina ma il nostro lavoro ha raggiunto uno stadio avanzato e consegneremo comunque il memorandum agli ucraini”.
Dubbi del ministro Lavrov sulla scelta del Vaticano come potenziale sede per l’incontro, ipotesi che ha definito “irrealistica”. Come riporta l’agenzia Tass, Lavrov ha spiegato che “sarebbe poco elegante discutere, quando i Paesi ortodossi si confronteranno, di questioni legate all’eliminazione delle cause profonde, su una piattaforma cattolica. Penso che per il Vaticano stesso non sarebbe molto comodo in queste condizioni ricevere delegazioni da due Paesi ortodossi”.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non ha risposto oggi ad una domanda su quanto dovrebbe essere profonda in territorio ucraino la “zona cuscinetto di sicurezza” che la Russia intende creare lungo il confine, secondo quanto annunciato ieri dal presidente Vladimir Putin. “Questo è direttamente legato all’andamento delle operazioni militari, alle questioni militari”, ha sottolineato Peskov, citato dall’agenzia Tass. “Vi consiglio di rivolgere questa domanda al ministero della Difesa”, ha aggiunto. Secondo i russi, l’istituzione di una “zona cuscinetto” dovrebbe mettere fine ai bombardamenti quotidiani dal territorio ucraino sulle regioni di frontiera russe. Quindi, anche se non detto esplicitamente da Putin, dovrebbe comportare l’occupazione russa di territori ucraini lungo il confine.













