Lettera n° 54: «Si entra con l’incoscienza, il miraggio di ambizioni stupide. E dopo, quando vediamo che questo denaro sudato con il nostro dono migliore non dà né il risultato e nemmeno la felicità, non siamo più capaci di trovare la vera via (…) Passano gli anni, le speranze, qualche illusione d’amore, una grande pietà ci prende per noi stesse, di essere così perdutamente sole». Così una prostituta scriveva a Lina Merlin in una delle 70 lettere che andavano a formare il libro «Lettere dalle case chiuse» elaborato e pubblicato dalla stessa senatrice socialista insieme alla giornalista Carla Barberis (pseudonimo di Carla Voltolina, moglie dell’allora vice-segretario del Psi Sandro Pertini) nel 1955, mentre era in corso il dibattito per l’approvazione della legge che avrebbe portato alla chiusura delle case «di meretricio» come erano definite nel regolamento del 1931.