Se allo stadio di San Siro le curve Nord dell’Inter e Sud del Milan sono diventate «posti extraterritoriali», e se i gruppi ultrà sono diventati «milizie private» che «con un proprio capo» (l’interista Andrea Beretta e il milanista Luca Lucci)e con «un proprio territorio e proprie regole comminano sanzioni nei confronti dei sottoposti che non le rispettano, elargiscono premi e privilegi, e hanno un proprio patrimonio nei ricavi da vendita di biglietti, fanzine e merchandising», questo è accaduto — afferma il pm Paolo Storari nella lunga requisitoria del processo in corso con rito abbreviato in cui chiede oltre un secolo di carcere per gli ultrà di Inter e Milan — anche in conseguenza dei «rapporti che non solo le due società, ma pure le strutture statali deputate alla repressione dei reati», hanno a tratti ritenuto di avere con gli ultrà.