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Ultimo aggiornamento: 18:55

Dieci anni a testa per gli ex capi delle curve di Inter e Milan, Andrea Beretta e Luca Lucci, 8 per l’altro leader della Nord nerazzurra, Marco Ferdico. È arrivato a conclusione il primo filone del processo agli ultras delle due squadre di Milano, che si è svolto con rito abbreviato nell’aula bunker di San Vittore, e la giudice Rossana Mongiardo ha riconosciuto valido l’impianto accusatorio della procura antimafia di Milano – pm Davide Storari e Sara Ombra – che a settembre aveva portato a un maxi-blitz ricostruendo le dinamiche criminali del tifo organizzato e ipotizzando l’esistenza di due distinte associazioni a delinquere. All’esterno dell’aula, in attesa della sentenza, si erano radunati un centinaio di ultras rossoneri – accompagnati da alcuni tifosi bresciani, gemellati da quasi quarant’anni – ed era presente anche una rappresentanza dei Boys dell’Inter.

Beretta, ex capo della Curva Nord e ora collaboratore di giustizia, era imputato per associazione a delinquere con aggravante mafiosa e per l’omicidio di Antonio Bellocco, anche lui nel direttivo ultrà nerazzurro e rampollo del clan di ‘ndrangheta assassinato il 4 settembre scorso a Cernusco sul Naviglio. Lucci, leader della Curva Sud milanista e divenuto noto anni fa per una foto nella quale stringeva la mano all’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, era invece sotto processo come mandante del tentato omicidio dell’ultrà Enzo Anghinelli e con l’accusa di associazione per delinquere, senza l’aggravante mafiosa come tutti gli altri imputati della sponda rossonera.