Un rodaggio intenso, ma senza l’ombra di Lautaro disperato nel finale in panchina, ventuno minuti da campioni d’Italia grazie al gol di testa di De Vrij, poi al primo squillo del Napoli l’Inter fa i conti con la realtà: non era questo il posto giusto, non era questo il momento per rivincere lo scudetto. Correa segna il 2-0 in bello stile in contemporanea con Lukaku, contro il Como in 10 per l’espulsione del portiere Reina. Ma il Black Friday interista non prevede sconti. E Inzaghi fissa il vuoto dal box della tribuna, dove è confinato per squalifica: perdere contro il collega che lo ha preceduto all’Inter e non aveva creduto nella crescita del club avvenuta, fa ancora più male, inutile nasconderlo. E le parole di Conte degli ultimi giorni, quelle sui maggiori meriti di chi vince lo scudetto rispetto a chi arriva in fondo alla Champions, hanno aumentato, se possibile, la frustrazione e la stizza di Simone. Il veleno però è stato diluito e metabolizzato lungo l’intera settimana, grazie anche all’obiettivo della Champions che incombe. E che è stato il chiodo fisso fin da settembre.