Correva e camminava. Camminava e correva. Lungo viale Giulio Cesare, via Ottaviano, viale Angelico. E poi in piazza Risorgimento, via Santamaura, via delle Mura Vaticane. Fino a via della Conciliazione. Ogni giorno macinava chilometri a piedi, apparentemente senza una méta precisa. Lo vedevano in tanti, hanno finito per chiamarlo «Forrest Gump», come il protagonista dell'omonimo film di Robert Zemeckis, con Tom Hanks che corre ininterrottamente per dimenticare una pena d'amore. E anche Ingmar, 45 anni, ex artigiano tedesco, forse lo faceva spinto da una delusione sentimentale. Che però ha scavato molto di più nella sua psiche fino a fargli perdere la ragione. È diventato un clochard, ma di questo ci è accorti solo negli ultimi tempi, perché per dodici anni, da quando è scomparso dalla sua abitazione a Colonia, in Germania, nessuno sapeva che fine avesse fatto.
La parabola del clochard Ingmar, il «Forrest Gump» che correva vicino San Pietro: sparito per 12 anni poi l'abbraccio con il fratello
Il 45enne tedesco soccorso da una pattuglia di vigili urbani vicino alla fermata metro «Ottaviano» dove aveva ricostruito un pezzo di casa. La fuga dalla Germania dopo lo choc per essere stato lasciato dalla fidanzata







