“Caso risolto: Grazie agli spettatori è stato possibile dare un nome all’uomo soccorso e assistito a Roma”. Il senza tetto che non ricorda più come si chiama ora ha un’identità. Grazie a un interprete russo, ora sta iniziando a dire qualcosa. E poi c’è un numero, il 1993, che torna spesso nei suoi disegni indecifrabili, come anche stanze e dettagli che in qualche modo gli sono familiari. È da qui che si sta partendo per ricostruire la vita dell’uomo, ora è seguito dai servizi sociali della Asl Roma 1.
Il mistero dell’uomo senzatetto che disegna mappe ermetiche: “Chiunque sappia qualcosa ci aiuti”
di Emiliano Pretto
Pur di aiutarlo, di rimettere insieme i pezzi, l’assessora ai Servizi Sociali Barbara Funari era intervenuta alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, che sulla sua pagina Facebook ha poi annunciato la buona notizia con un post, che Funari aveva ricondiviso, aggiungendo due parole: “Buone notizie”. Senza dilungarsi ulteriormente, probabilmente sempre per tutelare al massimo l’uomo. Qualche informazione più precisa, insomma, pare sia arrivata, ma non può essere divulgata per motivi di privacy.
Negli ultimi mesi l’uomo ha vagato tra Termini, Castro Pretorio e corso d’Italia. Aveva addosso stracci per ripararsi dalle intemperie, ma anche una cartellina piena di disegni, mappe che ritraggono luoghi che per lui hanno un significato. O che un tempo forse lo avevano. Poi parole incomprensibili, numeri. Erano stati proprio loro a rendere peculiare il caso. Che ora a quanto pare è in fase di risoluzione.







