Il cinema iraniano è ancora protagonista al Festival di Cannes: dopo il bellissimo “A Simple Accident” di Jafar Panahi, è arrivato il turno di “Woman and Child”, nuovo lungometraggio di Saeed Roustaee, tornato sulla Croisette tre anni dopo “Leila e i suoi fratelli”.

Come nel precedente lungometraggio, al centro della narrazione c’è una disgregazione famigliare, ma questa volta i personaggi principali sono una madre e suo figlio.

Mahnaz è una vedova di 45 anni, costretta a crescere da sola una figlia piccola e un ragazzo adolescente: quest’ultimo sta attraversando un periodo di forte ribellione, tanto a scuola quanto tra le mura domestiche, e il rapporto con la madre è sempre più difficile. Mentre Mahnaz si sta preparando per sposare il suo fidanzato Hamid, una tragedia colpirà inaspettatamente lei e il resto della sua famiglia.

La storia della protagonista è una vicenda individuale dal sapore universale, capace di raccontare molte sfaccettature della società iraniana: Mahnaz è una donna single che inizia una propria lotta personale contro diversi aspetti del patriarcato, all’interno di un percorso che si può considerare una sorta di vendetta a tappe per cercare di farsi in qualche modo giustizia.