Ci sono vari modi di interpretare l’approfondimento sul ceto medio che ieri il Censis ha presentato con Cida, la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità. Uno di questi è che decenni di erosione del potere d’acquisto e del merito come criterio ordinante hanno spezzato il legame emotivo della borghesia con l’Italia stessa e con il suo senso di comunità. Chi si sente oggi ceto medio si identifica come tale, in primo luogo, per le proprie virtù cognitive e non per quelle finanziarie: cultura, competenze, titoli di studio, libri letti; non più tanto per reddito o capacità di risparmio. Ma queste persone hanno smesso di pensare al futuro come facevano prima o di programmare qualcosa di meglio.