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Ultimo aggiornamento: 13:18
C’era una volta il ceto medio. Oggi solo il 45% degli italiani si considera appartenente a quella classe sociale. Mentre il 49% si autocolloca nella classe medio-bassa. È quel che emerge da un’indagine di Demos per Repubblica. Nel 2006, vent’anni fa, ben il il 60% della popolazione si definiva ceto medio. Lo scorso anno era il 50%, nel 2019 il 52%. Una parabola discendente che si specchia nella risalita di chi si considera appartenente a una classe sociale bassa o medio-bassa: solo un’altra volta, nel 2010, la percentuale di chi si riconosceva nel ceto medio-basso aveva superato il ceto medio: 47% contro 45%. “Nel nostro Paese è in corso un declino sociale significativo e rilevante“, commenta il direttore dell’istituto di ricerca Ilvo Diamanti. “Nella percezione dei cittadini, il più pesante degli ultimi 10 anni”.
Il sondaggio ha diviso gli intervistati per sesso, classe di età, titolo di studio e categoria professionale, evidenziando una percezione negativa che coinvolge soprattutto le categorie più fragili: donne, disoccupati, operai, persone con un basso titolo di studio. E i giovani, chi tra i 18 e i 30 anni si trova a dover entrare nel mondo del lavoro. Tra questi è il 53% a sentirsi parte del ceto medio-basso, contro il 46% di chi si trova tra i 31 e i 44. Eppure tra gli studenti è solo il 37% a considerarsi di classe bassa o medio-bassa, appena sopra le percentuali che riguardano tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari (32%) e lavoratori autonomi (31%).






