MONTECARLO. Il tuffo nel mare del Principato insieme al team principal Frederic Vasseur, quegli ultimi giri con le lacrime agli occhi, aspettando il traguardo, pregando che non accadesse nulla, ricordando papà Hervé prima di tutti, perché avrebbe meritato anche lui, soprattutto lui, di godersi una giornata del genere. Un anno fa, era il 26 maggio 2024, Charles Leclerc coronava uno dei suoi sogni, forse il più grande, vincere il Gran premio di casa, ché Montecarlo è casa sua veramente, dopo tanta sfortuna, dopo tanti assalti andati a vuoto quando il più – la pole, che qui è sempre decisiva – pareva fatto. Dodici mesi dopo, purtroppo per lui e per la Ferrari la missione di ripetersi sembra impossibile. La SF-25 non convince, è da rivedere pesantemente, «sappiamo dove intervenire – così Charles - ma non quanto tempo ci vorrà», e soffre particolarmente le curve lente di cui il budello più prestigioso del mondo è ovviamente pieno. Dunque? «Sfortunatamente noi perdiamo terreno in questo tipo di curve – l’analisi di Leclerc – e in questa pista sono tutte così, quindi sulla carta non sembra che possa fare al caso nostro». Però, c’è un però. Montecarlo è una roulette, quest’anno c’è anche il doppio pit-stop obbligatorio a mischiare le carte e a impegnare le menti degli ingegneri, e un sognatore come Charles non perde la speranza. «Questo è un circuito completamente diverso da tutti gli altri – continua il monegasco, che ci è letteralmente cresciuto attorno -, penso che ci possa ancora essere spazio per delle sorprese».