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Nell’emanare il decreto Infrastrutture approvato lunedì dal Consiglio dei ministri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha imposto una modifica sostanziale al testo: è stato tolto l’articolo che assegnava la competenza dei controlli antimafia per il ponte sullo Stretto di Messina al solo ministero dell’Interno. Era un provvedimento voluto dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
I tecnici della presidenza della Repubblica hanno espresso perplessità in merito a quella che di fatto era una deroga ai controlli antimafia per un’opera enorme e costosa come il ponte sullo Stretto. Durante la conferenza stampa di lunedì, al termine del Consiglio dei ministri, Salvini e Piantedosi avevano spiegato che i controlli sarebbero stati «centralizzati» in un dipartimento del ministero dell’Interno con l’obiettivo di gestirli meglio in un’ottica di prevenzione di possibili reati. Una struttura analoga, avevano detto i ministri, sta lavorando sulle olimpiadi invernali di Milano-Cortina e per la gestione della ricostruzione dopo terremoti.
Questo tipo di deroghe è appunto previsto in casi di emergenza come i terremoti oppure quando l’organizzazione di alcuni eventi ha tempi molto stretti, come nel caso delle olimpiadi invernali. Per questo i tecnici del Quirinale hanno giudicato inopportuno un provvedimento simile nella gestione di un’opera che nelle previsioni sarà conclusa nel 2032 (se tutto andrà come stabilito dal programma dei lavori) e che costerà in totale quasi 14 miliardi di euro, comprese le infrastrutture collegate come strade e ferrovie.










