Conciliare la doverosa lotta alla Mafia alla necessità di rendere più snelli i controlli ad una infrastruttura che il Meridione attende da decenni. E che porterà migliaia di posti di lavoro. Negli ultimi giorni il Ponte sullo Stretto è tornato di stretta attualità. Al centro del dibattito una diversa visione di un passaggio sul quale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto al governo massima attenzione. Il Quirinale ha sollevato dei rilievi sul decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri lunedì scorso. Il Colle, infatti, avrebbe espunto la norma sull’antimafia per il Ponte sullo Stretto contenuta nel provvedimento. Mattarella avrebbe espresso il timore che si possano, indirettamente, creare interferenze con le indagini in corso. Di parere diametralmente opposto i tecnici del Mit che lo riterrebbero nella sostanza «un duro colpo proprio alla lotta contro la criminalità» per un’opera fortemente voluta dal ministro Matteo Salvini. «Trasferiamo la procedura di realizzazione del Ponte sullo Stretto alla struttura per la prevenzione antimafia presso il Viminale, centralizzando gli esiti dei controlli e della gestione degli appalti alle prefetture, alle istituzioni», aveva detto lunedì il ministro degli Interni, Matteo Piantesodi, spiegando che la struttura «sta lavorando da tempo sulle opere di Milano-Cortina, sulla ricostruzione dei vari terremoti».
Ponte sullo Stretto, Salvini in tour antimafia per blindarlo il Ponte. Piantedosi: “Barriera contro i mafiosi”
Conciliare la doverosa lotta alla Mafia alla necessità di rendere più snelli i controlli ad una infrastruttura che il Meridione attende ...












