«Le norme sul Ponte sullo Stretto? Ci sono state polemiche per dei fraintendimenti. Probabilmente c’è stato un deficit di comunicazione, che ascrivo anche al contributo della mia personale attività. La nostra volontà di ergere una barriera granitica contro le infiltrazioni della criminalità organizzata ha fatto sì che noi approvassimo le norme in Consiglio dei ministri senza rispettare alcuni circuiti informativi, visto che di solito i provvedimenti adottati in via d’urgenza vengono mandati prima al Quirinale. Abbiamo quindi commesso un errore di metodo».
Piantedosi ammette: sul Ponte dello Stretto sbavature metodologiche
Dopo le tensioni tra il ministero delle Infrastrutture e il Quirinale, che ha chiesto e ottenuto lo stralcio della norma con cui il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo voleva introdurre controlli antimafia speciali per il Ponte sullo Stretto di Messina con l’obiettivo di accelerare i tempi, il responsabile degli Interni Matteo Piantedosi approfitta del palco del Festival dell’economia di Trento per gettare acqua sul fuoco. E, incalzato dal direttore del Tg2 Antonio Preziosi, rassicura: «In questa circostanza ci sono state delle sbavature metodologiche ma siamo tutti orientati a creare il sistema migliore, e lo faremo, per preservare l’opera da interessi criminali».













