Sette anni dopo la prima volta proprio a Torino e tre anni dopo l’ultima per il veto da parte delle prefetture, «la Città può tornare a iscrivere i figli di coppie lesbiche riconoscendo entrambe le madri: la madre biologica e la madre intenzionale che ha condiviso il ricorso alla procreazione assistita e alla responsabilità genitoriale». Ad annunciarlo, dopo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo quell’articolo 8 della legge 40 che impediva la doppia genitorialità a una coppia lesbica, è stato il sindaco Stefano Lo Russo: «La sentenza di oggi segna un passo fondamentale per i diritti dei figli nati da famiglie composte da due mamme e dimostra ancora una volta quello che, come sindaci e amministratori, sosteniamo da tempo, ovvero la necessità che l'ordinamento dia risposta alle domande di tutela che fino ad oggi non la trovavano, riconoscendo i diritti di tutte le famiglie, nell’interesse dei minori e dei loro genitori - ha detto - Come amministrazione, in applicazione di questa decisione, torneremo a iscrivere anagraficamente i figli e le figlie nati in Italia a seguito di Pma (procreazione medicalmente assistita, ndr) legittimamente svolta all'estero».