Caramel è un progetto di ricerca applicata che sta mettendo a punto un sistema di estrazione di materie prime critiche come nichel, manganese, cobalto e litio dalle batterie. Partendo da una black mass, che è il risultato della macinazione delle stesse, il processo prevede un trattamento carbotermico, realizzato attraverso l’uso delle microonde in un forno, che decompone la massa iniziale creando un composto da cui si possono ottenere le materie prime critiche citate.
Il progetto Caramel
«Stiamo brevettando il forno proprio in questi giorni», racconta Elza Bontempi, a capo del team di ricerca all’interno dell’Università degli Studi di Brescia: «Abbiamo l’obiettivo di costruire entro un anno il primo dimostratore per estrarre questi metalli. Speriamo poi si riesca a scalare». Intanto, con questo progetto, Bontempi e la sua squadra hanno vinto nel 2024 l’Intellectual Property Award nell’ambito Climatech (premio per l’imprenditoria femminile) e sono stati da poco chiamati a presentarlo all’expo di Osaka.
«Per quanto riguarda il riciclo di elementi critici per l’energia come litio, cobalto, manganese, non c’è nulla ancora a livello industriale oggi in Italia. Si inizia a sentire di progetti di impianti pilota da realizzare. Il nostro fornitore di black mass, la polvere nera ottenuta dalla macinazione delle batterie, è l’azienda Spirit di Chiampo (Vicenza): si occupa di un primo trattamento meccanico. Il recupero dei metalli vero e proprio, a valle, viene fatto all’estero, in Asia per esempio, dove la Cina la fa da padrona. Si tratta di tecnologie molto costose. Uno degli obiettivi del nostro progetto Caramel è anche rendere questo tipo di lavorazioni più accessibili economicamente», sottolinea Bontempi.







