Da un lato un nuovo Pontefice che, già con la scelta del proprio nome, intende lanciare un messaggio sul ruolo per niente neutrale della Chiesa rispetto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale; dall’altro la Commissione europea, alle prese con un ambizioso (per alcuni tardivo, per altri improvvido) progetto di semplificazione di alcune norme sulla data economy. Due eventi molto diversi e solo apparentemente distanti, ma che se letti in modo combinato possono dirci molto su uno dei temi più importanti di questi anni: la governance dei dati e delle nuove tecnologie. Da qui passa economia, progresso tecnologico e sviluppo sostenibile, politiche sociali, diritti, regole e nuovo umanesimo.

Papa Leone XIV e le sfide dell’Ia

Nessuno dubitava che le sfide poste dall’avvento dell’intelligenza artificiale sarebbero state affrontate nel corso del nuovo pontificato di Papa Leone XIV. Ciò anche in continuità con quanto di importante già fatto da Papa Francesco, che in più occasioni ha richiamato la comunità internazionale a sviluppare un’etica dell’innovazione per rendere questa tecnologia uno strumento di servizio e di progresso per l’umanità tutta e, nel frattempo, aveva dato impulso a diverse iniziative, inclusa l’emanazione a gennaio di quest’anno di regole sugli usi pericolosi e vietati dell’AI.