Il Digital Omnibus Package presentato dalla Commissione Europea il 19 novembre 2025 "introduce modifiche che, secondo numerosi esperti e organizzazioni della società civile, rischiano di indebolire in modo significativo la protezione dei dati personali e la sovranità digitale dell'Ue" e l'auspicio è che ora Parlamento e Consiglio introducano "modifiche e correttivi".

Lo afferma Alberto Adorini, Ceo e co-founder di Brainiyware, una startup che ha sviluppato una soluzione di private Ai disegnata per abbattere le barriere che limitano l'adozione dell'AI generativa da parte delle imprese.

Secondo Adorini "le revisioni a Gdpr, AI Act ed ePrivacy Directive ampliano l'uso del "legittimo interesse" per l'addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale, riducendo il ruolo del consenso e aprendo alla possibilità che grandi quantità di informazioni vengano utilizzate senza che gli interessati ne siano consapevoli".

Il pacchetto propone inoltre una definizione più restrittiva di "dato personale".

Il rinvio al dicembre 2027 dell'entrata in vigore delle regole per i sistemi AI ad alto rischio garantirebbe un lungo periodo di operatività con controlli ridotti, proprio nella fase di maggiore espansione dell'AI generativa.