(di Francesco Gallo) Su una domanda sul quanto siano dannosi moralmente i social media oggi negli Usa, dice Spike Lee alzando gli occhi al cielo: "Mia moglie ha detto: Spike, fai molta attenzione a quello che dici!".

Così il regista di 'Fa la cosa giusta' oggi evita al Festival di Cannes di nominare il nome di Donald Trump sempre e solo molte volte evocato durante la conferenza stampa del suo film fuori concorso 'Highest 2 Lowest', remake di un'opera di Kurosawa del 1963, 'Anatomia di un rapimento'.

Sul fronte produzione e dazi è invece più esplicito: "Le persone stanno davvero soffrendo, tutte quelli la cui vita dipende dall'industria cinematografica oggi soffrono, non stanno più lavorando, né a New York né a Los Angeles".

E ancora: "Non so che dire, quel 'tipo' (sta per Trump) sembra voglia tassare ogni film girato. Io sono stato comunque molto fortunato - ha aggiunto poi in conferenza stampa - di essere riuscito a girare questo film a New York. Ho trovato perfino persone che hanno lavorato a 'Highest 2 Lowest', ma avevano collaborato con me anche in 'Do the Right Thing'. Comunque tutta la categoria sta sicuramente soffrendo molto." E alla fine il regista parla anche di Celentano perché ha usato una cover di Prisencolinensinainciusol sui titoli di coda.