L’Unione Europea riafferma il proprio ruolo da protagonista nella transizione sostenibile del settore marittimo globale con un investimento di oltre 300 milioni di euro (301,5 milioni per esettezza) deciso qualche settimana durante la conferenza internazionale Our Ocean che ha visto riuniti politici, industrie del mare, ONG e istituzioni scientifiche sotto il tema “Digital Oceans”. Il pacchetto targato Ue finanzierà azioni strategiche in aree chiave: dall’ economia blu sostenibile all’inquinamento marino, dalle aree marine protette alla digitalizzazione degli oceani, dalla pesca sostenibile al monitoraggio dei cambiamenti climatici. Un impegno che ha ricadute importanti sulla cosiddetta blue economy.
I segmenti della Blue Economy
Tra i suo diversi segmenti secondo Daniel Fauser, co-manager del fondo Swisscanto (LU) Equity Fund Sustainable, quelli per gli investitori oggi più interessanti e particolarmente strategici per il futuro, in particolare per le sfide ambientali che intendono affrontare, ci sono le tecnologie per il trattamento delle acque contaminate da microinquinanti, come le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) o i residui farmaceutici, che pongono crescenti problemi di salute pubblica e ambientale. «La protezione delle acque va considerata in modo diretto e indiretto - sottolinea l’esperto - Nel primo caso troviamo le società che sviluppano e implementano soluzioni per misurare la qualità dell’acqua e contribuire a renderla utilizzabile più a lungo, ad esempio attraverso lo sviluppo di prodotti chimici. La protezione indiretta dell’acqua si basa sul principio “chi inquina paga” e offre misure preventive per le industrie ad alta intensità idrica e che inquinano l’acqua. Ad esempio, l’azienda americana Xylem, attiva nel trattamento e nell’analisi dell’acqua, equipaggia gli impianti di trattamento delle acque reflue con fasi per rimuovere i microcontaminanti. L’azienda giapponese Kuraray ha anche stabilito una posizione di leader nel trattamento dell’acqua, concentrandosi particolarmente sulla rimozione dei Pfas. In Francia, Veolia ha annunciato che mira a raggiungere ricavi di 1 miliardo di euro entro il 2030 con soluzioni contro i microinquinanti». Altro settore importante è quello della digitalizzazione delle reti idriche, attraverso l’uso di smart meter e sistemi intelligenti per il monitoraggio e la gestione delle perdite, fondamentali per aumentare l’efficienza e ridurre gli sprechi. «Da non trascurare - aggiunge Fauster - il settore delle infrastrutture resilienti ai cambiamenti climatici, come i progetti di “sponge cities”, che migliorano la capacità delle aree urbane di assorbire e gestire eventi meteorologici estremi, riducendo il rischio di inondazioni e stress idrico» .Tra le principali posizioni del fondo ci sono titoli come Ecolab Inc, Mueller Water Products Inc, Waste Management Inc, American Water Works «L’acqua rappresenta un tema di investimento autenticamente globale - conclude Fauster - molte delle società quotate più consolidate e redditizie in questo ambito hanno sede negli Stati Uniti, ma operano a livello internazionale, con una presenza commerciale fortemente diversificata».






