Era considerata la malattia dei re perché, nei secoli lontani, solo sovrani, nobili e ricchi potevano «concedersi il lusso» di essere sovrappeso e mangiare carni rosse in abbondanza. Ed essendo la gotta una patologia collegata a obesità, diabete e ipertensione la gran parte della popolazione ne era esente. Oggi, però, la realtà è quasi opposta: i casi di gotta sono in crescita a livello globale, soprattutto in conseguenza del dilagare dell’obesità e di stili di vita poco salutari, molto più diffusi nelle classi meno abbienti. «La malattia si è "democraticizzata" e rappresenta una delle forme più comuni di artrite infiammatoria negli adulti che andrebbe diagnosticata in tempo e gestita con maggiore attenzione, invece viene spesso sottostimata o persino considerata una malattia vecchia, superata, che quasi non esiste più» sottolinea Carlomaurizio Montecucco, presidente della Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia (Fira) e ordinario di Reumatologia dell’Università di Pavia al Policlinico San Matteo di Pavia.
Gotta: la «malattia dei re» adesso è più popolare e i casi sono in aumento, soprattutto nei maschi sovrappeso dopo i 40 anni
Provoca violenti e ricorrenti attacchi di artrite infiammatoria acuta, con dolore, arrossamento e gonfiore a piedi, caviglie e ginocchia







