La tarocchi-mania ha conquistato ufficialmente il Salone del libro. Mai come questa edizione, girovagando tra i padiglioni, si è notato un’interesse particolare per l’estetica e per il significato legato a quei mazzi di carte speciali, dalla storia antica e diventati prodotto editoriale ricercato, ma anche popolare.

Fotografatissimo lo stand de L’Ippocampo che riproduce un giardino dei tarocchi ispirato ai disegni di Michelangelo Rossato, autore de “La favola dei tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono” e del relativo mazzo. Sono state anche realizzate tre borse con gli arcani maggiori della luna, del diavolo e dell’appeso dar dare in omaggio a chi spendeva più di 40 euro o da acquistare singolarmente.

La casa editrice e libreria napoletana Colonnese ha stampato poi, in occasione dei 2500 anni della città partenopea, il primo mazzo di tarocchi napoletani che ha avuto un grande successo tra il pubblico del Salone. «Siccome non è mai esistito un mazzo di tarocchi napoletani e per le letture si è sempre fatto riferimento alla tradizione egizia, il compleanno della città è stato l’occasione per crearne uno ad hoc» spiegano le editrici Francesca e Sara Mazzei.

«L’artista Massimo Manicone (Lunedibibo) ha preso come base un mazzo Rider Waite Smith e per gli arcani maggiori ha inserito simboli della tradizione, delle leggende e del folklore napoletano». Ecco quindi che l’arcano V, il papa, è San Gennaro, l’arcano VIIII, l’eremita, è il Munaciello, l’arcano XXI, il mondo è rappresentato con Sofia Loren al centro e i volti di Eduardo De Filippo, Pino Daniele, Totò e Massimo Troisi, al posto dei simboli degli evangelisti. «Abbiamo effettivamente notato una grande richiesta legata a questi temi, ma è una tendenza che dura da qualche anno».. Libri sui tarocchi sono in vendita anche da Tlon (fondata dai filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici) e sono testi che tentano di fornire un’analisi comparata tra simbologia, filosofia, teologia ed esoterismo.