Due gare, ma un solo grande protagonista. Ossia Oliver Rowland, che come a Monaco anche a Tokyo ha infilato un primo e un secondo posto e una pole e con 7 gare ancora da disputare solo lui può perdere un mondiale che ha più che seriamente ipotecato. Finora, nella stagione 11, ha vinto quattro ePrix su nove, collezionando anche tre secondi posti. Quasi solo grazie ai suoi punti, che sono 161, la Nissan è anche in testa alla classifica a squadre (172) e con il contributo della scuderia cliente, la Neom McLaren, guida anche il trofeo costruttori (256). Il successo del britannico ha gratificato il costruttore e il suo nuovo Ceo messicano, il 46enne Ivan Espinosa, che malgrado la difficile situazione ha confermato l'impegno nel mondiale elettrico con la Gen4.
Rowland si è imposto domenica con la pista asciutta, mentre sabato era arrivato secondo con l'asfalto bagnato, che aveva invece premiato il belga della Maserati Stoffel Vandoorne. Grazie a una strategia coraggiosa favorita anche dal fatto di aver poco da perdere e a una provvidenziale Safety Car, il pilota al volante della Tipo Folgore ha «bruciato» i tempi del PitBoost, la ricarica obbligatoria (3.8 kWh in 30''), venendo successivamente catapultato in testa alla corsa per effetto dell'annullamento dei distacchi. Vandoorne, già campione del mondo con la Mercedes, ha trionfato senza effettuare nemmeno un sorpasso: «Pare una vittoria non arrivata per caso dato che giusto due settimane fa abbiamo cominciato con le celebrazioni verso il secolo di Maserati nel motorsport», sorride Maria Conti, la prima donna a guidare la divisione Corse del Tridente. Per il costruttore italiano è stata la seconda affermazione consecutiva nella capitale giapponese, dove si era aggiudicata la gara del 2024 con Maximilian Günther, poi ingaggiato dalla DS Penske.








