Ricomincia la sfida tra i costruttori. Che in Formula E sono in questo momento sei, per un totale di dieci scuderie. I test in vista dell'inizio della stagione 12 che si sono svolti a Valencia – da lunedì a giovedì per i venti piloti del mondiale e venerdì per le sole donne (14 in pista) – hanno confermato la tendenza della fasa finale della scorsa stagione. Soprattutto per le Mahindra, velocissime entrambe: miglior tempo per l'italo svizzero Edoardo Mortara e quinto per l'olandese Niyck de Vries. Sono state prove equilibratissime con i primi quattro piloti racchiusi in 9 millesimi dopo 18 ore sul circuito Ricardo Tormo. Secondo e quarto crono per le Nissan del campione del mondo in carica Oliver Rowland e Norman Nato. Il terzo è stato contabilizzato dalla rivelazione della passata stagione, Taylor Barnard, subito ingaggiato dalla DS Penske e fortemente voluto da Phil Charles, il numero due del team franco californiano.

Vicinissime ai maschi Chloe Chambers e Abbi Pulling

Il “ragazzino” che dice non avvertire la pressione e che spiega, come un adulto, che tutto dipende dall'impostazione della mente è alla ricerca della sua prima vittoria in Formula E, dopo che nella prima stagione completa è salito cinque volte sul podio. Che le monoposto Mahindra e Nissan siano già ben rodate lo confermano anche i tempi delle ragazze: la sino-statunitense Chloe Chambers ha girato con il bolide indiano a poco più di 4 decimi dal ventesimo tempo assoluto, quello ottenuto dal rientrante Joel Eriksson, che però è rimasto in pista il triplo, mentre con quello giapponese Abbi Pulling ha chiuso 64 millesimi più indietro. I test non sono sempre indicativi, ma in genere chi si è presentato bene a Valencia non ha mai sfigurato in campionato. Considerati i tempi – venti piloti in meno di 9 decimi – c'è da attendersi una stagione altamente competitiva, anche perché è l'ultima di una macchina, la Gen3 in versione Evo, che tutti conoscono alla perfezione. Avendo perso la scuderia cliente (McLaren, che ha lasciato il mondiale), anche Nissan, come la Mahindra (che non ha ancora sciolto le riserve per la Gen4: ci sarà almeno come team cliente, ma non è escluso che possa restare anche come costruttore) potrà verosimilmente lottare per i “soli” titoli individuale e a squadre.