TORINO – È sempre più lunga la lista di nuovi marchi sbarcati sul mercato italiano. Da invisibili, con appena lo 0,4% di quota nel 2021, hanno raggiunto il 5,8% nel primo trimestre di quest’anno, dopo il 3,7% del 2024. Una crescita di quindici volte in poco più di quattro anni.
L’osservatorio Marchi Auto Emergenti, opera del Centro Studi e Ricerche di Quintegia, evidenzia che tra il 2021 e il 2024 in Italia sono arrivati 18 nuovi marchi contro i 27 negli altri quattro principali mercati europei. Tra quest’anno e il 2028 ne sono attesi altri nove in Italia, per un totale di 27. Entro i prossimi tre anni, nei più importanti mercati dell’Unione Europea si arriverebbe addirittura a 43 nuovi brand, 16 in più rispetto al nostro Paese.
Numeri davvero sorprendenti se pensiamo che dal 2010 al 2020 in Europa i nuovi marchi emergenti erano stati appena tre. Nel 2013 dall’America era arrivata Tesla, poi due europei, Polestar, la divisione sportiva di Volvo che dal 2017 è diventata un marchio indipendente, come avvenuto nel 2018 per Cupra, la divisione sportiva di Seat.
Da dove arrivano i nuovi marchi della seconda ondata? «Per il 90% sono cinesi - di origine o proprietà - spinti da un mix competitivo di prezzo e tecnologia. Ottenuta l’omologazione, la sfida è affermarsi sul mercato dimostrando la qualità dei prodotti e la continuità nel servizio», spiega Elisa Giubilato, research manager & retail channel expert di Quintegia.






